EFFICIENZA ENERGETICA

UNA POTENZA IGNORATA

Categoria // Nuove Frontiere, Economia

E' quella che potrebbe scatenare l'efficienza energetica, una risorsa che se ben sfruttata potrebbe ridurre drasticamente i consumi industriali. Anche senza incentivi.

UNA POTENZA IGNORATA

L' efficienza energetica è un'opportunità che nel nostro Paese non viene sfruttata a dovere. Lo dice in modo assai chiaro l'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano.
Giunto alla seconda edizione e presentato recentemente presso l'università milanese al campus della Bovisa, il rapporto illustra con chiarezza le potenzialità italiane per dimezzare, addirittura, la bolletta energetica dell'industria, tagliandola per quel che riguarda la sola elettricità di 64 TWh entro il 2020.


Secondo quanto stabilito dai ricercatori del Politecnico, il risultato potrebbe essere ottenuto con le tecnologie già esistenti e attraverso investimenti capaci di ripagarsi in un arco di 3-7 anni, vale a dire tempi più che compatibili con quelli solitamente presi in considerazione dalle imprese.

Infatti, se si guarda alla differenza fra il costo del kWh risparmiato con un intervento di efficientamento e quello di acquisto dello stesso kWh da fonte tradizionale, c'è un ampio ventaglio di tecnologie per l'efficientamento energetico (dagli inverter agli interventi sul sistema ad aria compressa, dai sistemi per il controllo dinamico della pressione in un impianto di refrigerazione alla cogenerazione eccetera) che risulta economicamente sostenibile, anche in assenza di incentivazione. Altre tecnologie più costose, come i motori elettrici ad alta efficienza, richiedono invece un sostegno economico, ma stanno comunque facendo segnare una tendenza alla riduzione di costi che lascia prevedere incentivi limitati nel tempo.

I risultati sono in linea con le analisi realizzate negli Usa, anche se da noi possono sembrare sorprendenti. Amory Lovins, uno dei massimi esperti mondiali di efficienza energetica, ha dimostrato nel suo volume Reinventare il fuoco* come sia possibile ottenere nel 2050 un raddoppio della produttività energetica dell'industria statunitense.

A fronte di tanto questo enorme potenziale, in grado di tagliare i costi energetici e recuperare competitività, l'Energy Efficiency Report milanese prevede che nei prossimi anni verranno ottenuti solo risultati limitati, con appena 16 TWh tagliati al 2020, pari al 25% delle possibilità.
Il problema, stando al rapporto, è duplice: da una parte il cronico ritardo con cui l'Italia recepisce a livello legislativo le normative e gli standard fissati dall'Unione europea. Dall'altro, e forse soprattutto, c'è un deficit culturale. Una scarsa disposizione alla mentalità dell'efficientamento, potremmo dire.

Secondo la ricerca, se non sono costrette a farlo in base a precisi obblighi di legge, poco meno del 17% delle imprese censite dispone di un energy manager.
Solo il 22% adotta un approccio strutturato alla "gestione dell'energia", contro un 69% di operatori che sceglie approcci di misura e controllo dei consumi energetici "rudimentali". Un altro 15% non ha attivato neppure questi strumenti elementari. Se all'industria manca la consapevolezza e la spinta propulsiva necessaria per passare innovativamente all'azione, anche quando lo slancio c'è sono i problemi finanziari a frenarlo.


Le banche infatti, denuncia il report, sono ancora molto restie a finanziare gli interventi di messa in efficienza. E così una preziosa miniera di risorse giace inesplorata sotto un cumulo di remore burocratiche e ritardi che accentuano il gap competitivo che ci affligge.
*In Italia è pubblicato da Edizioni Ambiente

Beatrice Riganti

Pubblicato:

Domenica, 09 Dicembre 2012

Condividi:

blog comments powered by Disqus