LA COLDIRETTI A CERNOBBIO

NUOVA TERRA

Categoria // Nuove Frontiere, Economia

Giovani imprenditori laureati investono talento e capitale in una nuova agricoltura. Sono 62mila le aziende del settore guidate da "contadini" che hanno meno di trent'anni. E alcuni si sono inventati anche un indotto creativo.

NUOVA TERRA
Tra le tante novità che la crisi soffia con forza sull'economia c'è anche, per la prima volta da dieci anni, un incremento di giovani operatori agricoli pari al 4,2%. Il punto lo ha fatto la Coldiretti all'incontro di Cernobbio, cui è intervenuto anche il premier Mario Monti.

L'Italia contadina che tra gli anni '50 e '60 ha smobilitato in massa inseguendo il mito dell'industrializzazione e che ha fatto studiare figli e nipoti proprio per affrancarli dalla terra, sta cambiando di nuovo pelle. Un'indagine svolta dalla Swg per la Coldiretti dimostra infatti che i giovani sotto i tren'anni che scelgono l'impresa agricola sono laureati per il 36,5%, mentre il 56% ha un diploma di scuola media superiore. Sono 62.000 le imprese agricole attualmente censite guidate da questa nuova leva che fa segnare per la prima volta da un decennio (secondo trimestre del 2012) un +4,2%.

La portata dello sconvolgimento in atto nell'economia investe ormai ogni settore della vita e pone con forza l'esigenza di un ripensamento da un lato, e della necessità di attrezzarsi per una diversa idea di futuro dall'altra.

Non che l'abbandono delle campagne e di suoli e comprensori fertili sia finito, questo no, ma i dati del Miur (Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) dicono che sono in netto aumento gli allievi degli istituti agrari (più 11%), mentre sono scesi quelli dei licei. 

Del resto in America il fenomeno dei laureati in discipline umanistiche che si sono dati all'agricoltura è stato oggetto di indagini sociologiche, mentre il Dipartimento dell'agricoltura ha rilevato un aumento del 4% delle fattorie (non accadeva dagli anni '20!).



Senza fare paragoni impossibili fra l'agricoltura made in Usa e la nostra, questo sta a evidenziare la tendenza mondiale che deriva dalla globalizzazione della crisi: per tutti, meno posti di lavoro nell'industria e nei servizi, nuove scale di valori (la nostalgia per quello che abbiamo perduto nel rapporto con la Natura), nuove opportunità offerte (turismo, gastronomia, benessere) e risparmi certi (coltivarsi le verdure conviene anche in città).

Con soddisfazione Coldiretti (che rappresenta 1,6 milioni di contadini) conferma che la terra può dare una mano a combattere la disoccupazione. con un aumento record nel 2012 del 10,1% dei lavoratori dipendenti nelle campagne, in netta controtendenza con l'andamento generale. Infatti è l'unico settore che fa segnare per l'anno in corso un aumento tendenziale del Pil pari all'1,1%, mentre calano industria (meno 5,8%), le costruzioni (meno 6,5%) e servizi (meno 1,1%).

La campagna assorbe non solo imprenditori agricoli ma anche ai molti disoccupati, agli immigrati, alle donne e ai giovani in cerca di un salario.

A ciò si aggiunga il valore di presidio ambientale e tutela del paesaggio che il settore può garantire, oltre allo sviluppo dell'agricoltura sostenibile.

E poi c'è l'indotto che alcuni hanno sviluppato in modo particolarmente creativo: chi ammaestra falchi e poiane per tenere gli uccelli lontano dagli aeroporti o dai depositi di granaglie, chi alleva "oche da guardia", chi addestra gli asini a portare la posta e chi fa maturare il vino in fondo al mare.



Insomma, dopo le campagne acquisti, le campagne pubblicitarie, le campagne militari, ecco la Campagna. Quella vera.
Antonella Cicalò

Pubblicato:

Lunedì, 22 Ottobre 2012

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