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LE MANICHE DA TIRARE SU

Categoria // Etica, Economia

Sono tante, ma almeno è chiaro da quali cominciare. Al Workshop Ambrosetti di Cernobbio si è parlato di economia etica, innovazione tecnologica, sostenibilità del mercato.
 

Come sempre si sono raccolte a Cernobbio molte tra le menti più vivaci del momento per ragionare sulla crisi, e soprattutto su quali meccanismi attivare per definire la exit strategy
Una fotografia della situazione è stata fatta da Emma Marcegaglia: a livello internazionale stiamo uscendo dalla fase peggiore della recessione, alcuni dati di miglioramento si cominciano a registrare, ma il percorso è ancora molto difficile, lungo e in futuro l’impatto sulla disoccupazione sarà ancora peggiore. Il nostro è un Paese manifatturiero e in Europa siamo i secondi esportatori, dopo la Germania. E’ questa la caratteristica che ci potrebbe salvare ancor prima degli altri, perché abbiamo un mercato più vasto cui rivolgerci per rinascere; ma resta il fatto che, per la volontà di contenere i licenziamenti, la capacità produttiva dell’Italia è ancora molto alta, ma viene utilizzata solo per il 66%.
A fronte di ciò, fatto 100 il commercio mondiale a giugno del 2008, ora siamo al 79%. Significa che vendiamo meno dell'anno scorso mentre saremmo capaci di produrre tantissimo di più.

Cosa fare per invertire subito questi numeri?

La situazione è complessa ma non siamo alla catastrofe. La necessità più forte è che si attivino, o si portino avanti, processi di ristrutturazione e conversione profonda. E’ sbagliato fermarli, vanno gestiti con intelligenza, anche con l’apporto degli ammortizzatori sociali se serve, ma soprattutto con la formazione delle persone e con l'innovazione tecnologica, per avviare il sistema a una sempre maggiore sostenibilità del mercato.
Gli attori principali sono gli imprenditori. Ma non solo. La necessità di regole sempre più chiare è sempre più forte. In concreto è tempo che alcune buone abitudini entrino nella consuetudine, prima tra queste la serietà, anche nei toni dei media; e la responsabilità reciproca nelle azioni quotidiane.
I media hanno un ruolo determinante nel disegnare la potenzialità anche economica di un Paese e nello stimolare l’interesse del mercato verso le attività produttive. 

Ma un ruolo importante lo giocano altri fronti apparentemente indiretti: le infrastrutture, che devono essere all’altezza di un Paese manifatturiero di questa importanza, e l’istruzione. Dalla scuola e dalla formazione, nascono non solo le professionalità, ma anche i comportamenti corretti che fanno l’economia etica di un Paese.

Il fronte dell’etica ha avuto a Cernobbio molti relatori. E’ un nodo fondamentale di questa crisi mondiale, causata proprio dalla mancanza di etica, diventata una prassi dilagante.

Jean Paul Fitoussi, Presidente dell’Osservatorio Francese per la Congiuntura Economica, ha sottolineato come sia necessario al più presto ridefinire una nuova teoria economica, introducendo una severa regolamentazione dei mercati.
Dalla crisi, se non si fermerà il processo, usciranno 60 milioni di nuovi disoccupati, e 200 milioni di lavoratori spinti verso la soglia di povertà.
Questo scenario è ancora lontano: con un'inversione a U la crisi potrebbe essere totalmente alle spalle nel 2012, ma bisogna iniziare subito.

L’etica dell’economia è al centro di questa inversione. E’ una questione di dominio pubblico, e tanto interesse si spiega con una “reazione alla deriva” che il mondo ha imboccato. In questo segnale quindi c’è già la soluzione. Per ridare al capitalismo, e a tutti i meccanismi di mercato a esso collegati, una credibilità sul piano dell’etica, basta cogliere l’opportunità per superare le dottrine del passato e studiare nuovi paradigmi, come per esempio, spiega Fitoussi, “democrazie regolamentate” e soprattutto “mercati molto più regolati”. 

Questo significa maggiore controllo su tutti i meccanismi diretti e indiretti che influenzano l’andamento dei mercati: anche sulle norme che regolano la Giustizia e l’attività delle banche, in buona parte responsabili della situazione in cui ci troviamo.
Gemma Sinibaldi

Pubblicato:

Giovedì, 10 Settembre 2009

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