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ENERGIE RINNOVABILI

IL VENTO NON SA LEGGERE...LE BOLLETTE

Categoria // Studi & Tendenze, Economia

Ma Legambiente sì. E un rapporto appena presentato dimostra che in dieci anni il costo dell´elettricità da fonte fossile è aumentato del 177% mentre gli incentivi alle rinnovabili pesano per il 13%, meno delle oscillazioni del prezzo del greggio.

IL VENTO NON SA LEGGERE...LE BOLLETTE
©Angy Fotoclick
Recita un'antica poesia giapponese: «Sul cartello è scritto: non cogliere questi fiori. Ma per il vento è inutile, perché il vento non sa leggere».

Quando le bollette elettriche hanno iniziato la loro inesorabile corsa al rialzo dieci anni fa circa,
il fotovoltaico e l'eolico, almeno in Italia, sembravano chimere per figli dei fiori di ritorno. Oggi l'ANEV - Associazione Nazionale Energia del Vento - è un'associazione di protezione ambientale riconosciuta che vede riuniti oltre 2.000 soggetti rappresentanti il comparto eolico nazionale in Italia e all'estero.

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Vento (15 giugno 2012) Simone Togni, Presidente dell'ANEV invita a dare il giusto risalto a un settore che ha tutte le potenzialità per favorire la crescita del nostro Paese riducendo la dipendenza dall'estero per l'importazione di combustibili fossili. E lo stesso si potrebbe dire del fotovoltaico.

Proprio il costo dei combustibili fossili è al centro del rapporto di Legambiente che analizzando i dati dell´Aeeg, l´autorità per l´elettricità e il gas, ha messo in luce come la spesa degli italiani per consumi elettrici sia in costante crescita dal 2002, con un andamento che coincide pari pari con quello del prezzo del petrolio cui in buona sostanza si aggancia quello del gas.

In un ideale grafico la linea ascendente del peso delle bollette sul bilancio familiare segue il costo del greggio dal 2002 al 2012: una curva dal basso verso l'alto, salvo qualche breve intervallo sempre coincidente con la discesa del greggio.

La linea tracciata dalla spesa statale in incentivi al fotovoltaico segna invece un percorso assai diverso. In questo caso la riga resta piatta fino al 2007, anno di introduzione del primo conto energia, fa poi un piccolo salto e infine si impenna tra 2010 e 2011.

«Secondo i dati dell´Autorità per l´energia - spiega il vicepresidente di Legambiente Edoardo
Zanchini - la spesa annua delle famiglie per l´elettricità è passata da una media di 338 euro nel2002 a 515 nel 2012, pari a un aumento del 52,5%.

Questa crescita impressionante ha una spiegazione che conosciamo da tempo: la dipendenza nella produzione di energia da fonti fossili che importiamo dall´estero, che ci lascia in balia degli eventi che accadono intorno al prezzo del greggio tra conflitti, speculazioni, e interessi delle imprese».

La conferma arriva dall´analisi delle stesse voci che compongono la bolletta dedotta dai numeri
dell´Aeeg: i servizi di vendita che comprendono l´importazione di fonti fossili e la produzione in centrali termoelettriche è decollata, passando da 106 euro nel 2002 a 293 nel 2012, con un aumento del 177%.

Le nuove rinnovabili come sole e vento, sono entrate significativamente in campo solo da un paio di anni e oggi contribuiscono per oltre il 10% a fornire energia.

A maggio 2012, sempre secondo l´Aeeg, si può stimare una spesa annua in bolletta legata alle fonti pulite di 67 euro, pari al solo 13%, dei 515 euro che paga mediamente una famiglia. Una componente che rappresenta per gli ambientalisti un investimento più che una spesa in quanto aiuta il Paese a limitare le importazioni di fonti fossili, prima causa – come si è visto – delle bollette salate e in continuo aumanto degli ultimi dieci anni.
Beatrice Riganti

Pubblicato:

Lunedì, 28 Maggio 2012

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