MOBILITÀ SOSTENIBILE

IL SORPASSO

Categoria // Studi & Tendenze, Ricerche, Progetto Atanor, Economia

Per la prima volta dal dopoguerra la bicicletta "sorpassa" l'auto. Dai disegni di Leonardo alle nanotecnologie, la storia delle due ruote è ancora tutta da scrivere. E agli Stati Generali della Bici a Reggio Emilia grande attenzione alla sicurezza e alla mobilità sostenibile.

vendita biciclette
La bicicletta di Leonardo

Non accadeva dalla fine del conflitto mondiale: confrontando i dati di immatricolazione auto (fonte Aci) con i dati dell'Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) relativi al 2011 le vendite di biciclette hanno superato quelle dell'auto per la prima volta: 1.750.000 biciclette contro 1.748.143 automobili. E la tendenza pare irreversibile.

A questo si aggiunge che 6,5 milioni di italiani usano regolarmente la bici per lavoro e studio, mentre 10,5 milioni la usano occasionalmente per necessità e per diporto.

Se guardiamo fuori dai nostri confini vediamo che questa realtà è ancora più avanti. L'Italia si sposta in città su due ruote per il 3,8% contro la media Ue di 9,5 (la Danimarca è al 18%, i Paesi Bassi addirittura al 27%). E ancora, nel nostro Paese la bicicletta ha una diffusione di 25 milioni di pezzi, contro i 72 milioni della Germania. Alla Germania spetta anche il primato delle piste ciclabili: 40.000 km, l'Italia (che in poco più di un decennio ha triplicato l'estensione delle aree urbane) ne ha solo 4.001. Dieci volte meno, contro un monte di circolante di un terzo.

Se i ricavi stimati del comparto si attestano attorno a 1mld di euro, le potenzialità invece sono alte. Oltre alle vendite va aggiunto anche l'indotto di abbigliamento, riparazioni e restauri. Gli italiani, si sa, amano gli accessori e gadget. Le catene dei grandi centri di abbigliamento sportivo hanno ampliato i reparti e accanto ad air-bag, tute, caschi, occhiali e catarifrangenti si fanno largo modelli di campanelli, lucchetti, cestini e via pedalando per tutti i gusti e tutte le età.

In più avanzano i modelli ibridi, che prevedono in caso di necessità un aiuto motorizzato per la popolazione più anziana e che si ricaricheranno elettricamente.
Le future smart city infatti dovranno tenere conto anche di questo fattore (l'invecchiamento della popolazione), ma anche la dinamicità e il benessere dei più giovani nel progettare una mobilità sostenibile sempre più indispensabile dal punto di vista economico e ambientale. E quindi stazioni di bikesharing, punti attrezzati, piste ciclabili, cartellonistica adeguata. Un ulteriore volano... a pedali.

Ma accanto a questo aspetto c'è il "lato oscuro" della bicicletta.
In Italia, il numero degli incidenti è ancora altro rispetto alle medie europee e le organizzazioni ambientaliste e di settore sono molto attive su questo fronte. Da Salvaiciclisti, a Ciclohobby, a CriticalMass, si sono moltiplicate proposte, elaborazione e pubblicizzazione dei dati per migliorare il comparto, con manifestazioni cui aderiscono centinaia di migliaia di cittadini-ciclisti su tutto il territorio nazionale.

GLI STATI GENERALI DELLA BICI: UNA NUOVA MOBILITÀ
Salvaiciclisti, Legambiente, Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta)-Ciclohobby e Comune di Reggio si sono ritrovati nel capoluogo emiliano per fare il punto con gli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità nuova. Si sono confrontate le tendenze europee e si è concluso che più di tutto serve la moderazione del traffico (le zone 30 km/ora) come a Friburgo, Berlino, Londra. In queste aree è infatti possibile l'integrazione dolce auto/bici mentre le piste ciclabili sono indispensabili nelle aree a scorrimento veloce.

Per fare un esempio a Chambéry, in Francia, queste strategie hanno consentito di ridurre gli incidenti dell'80%. E in Italia? Ricordiamo che ogni anno nel nostro Paese vengono travolti e uccisi 263 ciclisti (dati Ania 2010), cifra che corrisponde al 6% del totale delle vittime di pirati della strada. Negli ultimi dieci anni sono morti sulle strade italiane 2.556 ciclisti (ma Salvaciclisti ne stima a oggi circa tremila) con un numero incalcolabile di infortuni più o meno gravi. Questo rende l'opinione pubblica sensibile al problema delle regole, attenta a soluzioni propositive e ricettiva verso le innovazioni tecnologiche che possono migliorare la bicicletta stessa e l'ambiente.

GOMME NANOTECNOLOGICHE
Nella bicicletta le gomme sono fondamentali. Un aiuto in materia viene dalle nanotecnologie e dall'applicazione di un materiale d'avanguardia la cui scoperta è valsa nel 2010 il premio Nobel agli scienziati Andre Geim e Konstantin Novoselovi: il grafene.

In Italia, presso il Parco Scientifico Tecnologico Comonext di Lomazzo, la start-up Directa Plus, che ha per obiettivo lo sviluppo e la commercializzazione di processi innovativi a basso impatto ambientale per la generazione di nano materiali a basso costo, ha installato il primo laboratorio per la produzione di questo straordinario materiale.

L'impiego del Grafene plus consente: miglioramento della tenuta sul bagnato, della resistenza alla lacerazione, alla perforazione, all'abrasione e all'usura. Miglioramento dell'adesione, dell'impermeabilità e della permeabilità all'aria. E ancora, maggiore stabilità in curva, maggiore leggerezza e fono assorbenza. E soprattutto, diminuzione della resistenza al rotolamento.

Se nell'automobile la rolling resistence è responsabile della dissipazione del 20% dell'energia consumata pari a un pieno su cinque, nelle due ruote riduce, anche se solo di poco, lo sforzo della pedalata. In entrambi i casi l'emissione del particolato inquinante disperso nell'aria è minore.

PIU' GRAFENE, MENO INQUINANTI
L'utilizzo del grafene nelle mescole consente inoltre la sostituzione fino a dieci parti di carbon black, il cui processo di produzione è notoriamente energivoro e inquinante. Infatti il nero di carbone (o nerofumo o carbon black) è un pigmento prodotto dalla combustione incompleta di prodotti petroliferi pesanti quali vari tipi di catrame ed è considerato un fattore di cancerogenesi.

I vantaggi in termini di sicurezza e tutela dell'ambiente sono evidenti, ma in generale l'impiego di questo prezioso materiale è talmente interessante che Directa Plus, insieme a Vittoria Spa (leader internazionale nella produzione di pneumatici di biciclette), a Ismac- Cnr e a MeglioPossibile (che monitorerà e divulgherà la ricaduta ambientale del prodotto), ha ottenuto l'assegnazione del Bando della Regione Lombardia per i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, classificandosi prima nella categoria dei nuovi materiali. Lo scopo finale? Produrre pneumatici di biciclette con grafene plus.

PEDALANDO CON LEONARDO
Come per molte altre cose, in questi tempi complicati, un'invenzione antica si scopre modernissima. Secondo alcuni la prima bicicletta è stata disegnata da Leonardo da Vinci nel foglio 133v del Codice Atlantico. Per altri il primo prototipo del modello detto hobby horse appare su una vetrata della chiesa di Stoke Poges (XVI secolo) e raffigurerebbe un angelo...in bicicletta.

Un'altra tradizione più vicina ai giorni nostri (1791) riguarda il conte Mede de Sivrac: avrebbe sviluppato un veicolo a due ruote battezzato Celerifero, esibito al Palais Royal di Parigi. In realtà più che un mezzo di trasporto era un modo di stare seduti spostandosi con i piedi a terra.

L'origine della prima bicicletta effettivamente utilizzata è da attribuirsi al barone tedesco Karl von Drais, che nel 1817 inventò la sua Laufmachine (macchina da corsa) che più tardi divenne velocipede. Si dice che il nobile di Baden fosse spinto a trovare un'alternativa all'uso dei cavalli che morivano di inedia e di fatica a causa dell'insufficienza dei raccolti nel 1816 (il cosiddetto anno senza estate, a causa dell'eruzione catastrofica del vulcano indonesiano Tambora avvenuta l'anno precedente).

Comunque, se siete curiosi e ne avete l'occasione, il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano ha in mostra esemplari di biciclette veramente interessanti.

Biodiversità a rischio, cambiamento climatico, innovazione tecnologica: vedete come tutto ritorna? Oggi è la volta del grafene e delle nanotecnologie. Cerchiamo di farne buon uso e buona pedalata.

www.fiab-onlus.it

www.ciclobby.it

www.criticalmass.it

www.statigeneralibici.it

www.legambiente.it

Antonella Cicalò

Pubblicato:

Lunedì, 08 Ottobre 2012

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