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ECCELLENZE ITALIANE

GAMBE IN SPALLA, PER DAVVERO

Categoria // Nuove Frontiere, Economia

Un centro di valore internazionale ricerca, studia, progetta e mette in opera capolavori di tecnica e, perché no, di design che hanno rimesso in piedi grandi campioni e semplici cittadini: è il centro protesi di Budrio.

GAMBE IN SPALLA, PER DAVVERO

Il Centro Protesi Inail di Vigorso, periferia di Budrio, nei pressi di Bologna, da oltre cinquant'anni è la capitale europea e centro di riferimento internazionale per i portatori di protesi (il personale è tutto italiano, gli stranieri sono lì per imparare).

Se le Paralimpiadi hanno messo in luce campioni come Zanardi (che non è stato ammesso alla maratona di New York perché è troppo veloce!) e altri nomi noti nelle diverse discipline, nella quotidianità sono le vittime di infortuni sul lavoro e le vittime della strada il vero nucleo dell'utenza del centro. Qui psicologici, fisiatri, fisioterapisti e tecnici ortopedici sono all'opera su soggetti politraumatizzati nel fisico e nella psiche.

Non tutti diventeranno campioni olimpici da podio, ma è come se lo fossero.
Dopo l'amputazione di un arto la sfida per recuperare l'immagine intera di sé e affrontare la vita di tutti i giorni è un percorso da grande campione in ogni modo.

Comunque è innegabile che la grande vetrina di Londra, fortemente voluta dal Comitato olimpico ha rafforzato l'immagine, e il morale, degli atleti portatori di protesi, come quel Pistorius che gareggiando in entrambe le Olimpiadi ha di fatto messo agli occhi del mondo gli atleti paralimpici sullo stesso piano dei normodotati.

Se si parla di agonismo, per una protesi serve un mese di studio mentre il costo parte da non meno di 15.000 euro. La ricerca poi non si ferma mai: le Paralimpiadi sono servite anche a Budrio per studiare nuovi prototipi sulla base dei filmati delle prestazioni di atleti di varie nazionalità.

In Italia lo scorso dicembre lo sport è stato inserito come pratica di riabilitazione nella normativa Inail, anche se non agonistico, e questo è stato un passo avanti determinante pur se con la revisione dei costi dovuta alla crisi è difficile sostituire tecnici di altissimo livello quando vanno in pensione. Si tratta di un artigianato irripetibile (non c'è una protesi uguale all'altra, come non c'è un paziente uguale all'altro).

Tutti infatti, atleti o meno, trovano a Budrio un'occasione per ritrovare un'immagine "intera" di sé, oltre alla prova di poter tornare a fare quello che consideravano irrimediabilmente perduto: ballare, suonare, camminare e, perché no, correre per una medaglia alle Olimpiadi.

Quanto ai normodotati è bene che facciano propria la battaglia per le barriere architettoniche, i trasporti, gli arredi a misura di disabile. Non per stupida scaramanzia, ma perché è civile e giusto.

Beatrice Riganti

Pubblicato:

Sabato, 22 Settembre 2012

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