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CONFERENZA DI RIO DE JANEIRO

CRESCITA SOSTENIBILE: NE VOGLIAMO PARLARE?

Categoria // Etica, Economia

Se ne parla ormai da molto tempo, ma in concreto non è ancora successo nulla. Questo momento di crisi, non solo economica, aveva rafforzato il sospetto che qualcosa succedesse. Invece non ancora, anche se, a ritmi alterni, se ne parla.

CRESCITA SOSTENIBILE: NE VOGLIAMO PARLARE?
In questo inizio 2013, vogliamo tornare anche noi brevemente su concetto di misuratore crescita paese, ovvero sul PIL (Prodotto Interno Lordo).
L'anno scorso, nel giorno di avvio della Conferenza di Rio de Janeiro sullo sviluppo sostenibile, Cnel e Istat, in condivisione con la comunità scientifica e la società civile, avevano selezionato un set di 134 indicatori per rappresentare le 12 dimensioni del benessere equo e sostenibile.
Il lavoro di selezione degli indicatori più significativi ha comportato un delicato equilibrio tra l'esigenza di misurare in maniera soddisfacente i 12 domini del benessere e la disponibilità di dati. L'obiettivo di questa iniziativa, del resto, non è quello di monitorare in modo esaustivo il tema di ciascun dominio – compito che richiederebbe un set molto più ampio di informazioni – ma di misurare gli aspetti che contribuiscono maggiormente a determinare il benessere individuale e sociale.
Ecco quindi ci piacerebbe che nel dibattito politico attualmente in corso ci sia una attenzione anche verso il Bes (Indice di Benessere Equo e Sostenibile) che sta per essere lanciato dall'Istat. Un'attenzione che sia riflessiva per capire come misurare il giusto progresso che una nazione, leggi i cittadini della nazione, deve avere.
Infatti, il PiL è una misura sintetica e necessaria per capire come si muovono i flussi complessivi prodotti da una nazione in un determinato anno. Purtroppo non tiene conto del pregresso, del fatto che alcune risorse danno reddito, ma diminuiscono le loro stesse riserve e quindi nel futuro si esauriranno.
Ecco ci aspettiamo che il BES prenda piede e possa essere utilizzato al meglio; in effetti, esistono altri indicatori sempre disconosciuti. Per esempio il GPi (Genuine Progress Indicator) che corregge il PIL introducendo variabili come il lavoro delle casalinghe, la scuola, il costo dell'inquinamento, l'impoverimento dovuto all'utilizzo di risorse non rinnovabili.
Bisogna tener conto, per esempio, dal tasso di furti in abitazione alla disponibilità di verde urbano, alle emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti, alla propensione alla brevettazione delle imprese, alla ricchezza netta media pro-capite, allo stato fisico e psicologico degli individui.
In altre parole la vera domanda non è crescere, ma come crescere. Di tutto questo non si sente verbo.
Jim Wyatt

Pubblicato:

Lunedì, 14 Gennaio 2013

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