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A FUTURA SOSTENIBILITA'

Categoria // Etica, Economia

Dalla prima indagine condotta sulle imprese che per prime hanno imboccato la strada della sostenibilità emerge che quest’ultima, insieme all’ambiente e al lavoro, sarà la chiave di volta per reggere il futuro.

Alla fine dello scorso aprile la Fondazione Sodalitas ha presentato a Milano i risultati della ricerca “Le prospettive della Responsabilità Sociale in Italia” condotta intervistando 46 presidenti o amministratori delegati di imprese nazionali e multinazionali, attive nei più diversi settori di mercato, per lo più di grandi dimensioni, ma con una rappresentanza qualificata di PMI  (piccole medie imprese) eccellenti. Un modo significativo di celebrare i primi 15 anni di vita della fondazione.

 
Oggi la Fondazione Sodalitas aggrega 75 imprese che producono complessivamente un giro d’affari di 370 miliardi di euro, pari a un quarto del PIL italiano, danno lavoro a 750mila persone e investono nella sostenibilità risorse annuali pari a 800 milioni di euro. Questi numeri fanno di Sodalitas il punto di riferimento per le imprese del nostro mercato all’avanguardia nella sostenibilità e l’interlocutore di riferimento per il nostro Paese dell’Unione Europea tanto che il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, ha invitato Fondazione Sodalitas a partecipare alla prossima conferenza degli stakeholders (soggetti portatori di interessi) europei sulla CSR (responsabilità sociale d’impresa).
 
La ricerca "Le prospettive della Responsabilità Sociale in Italia" è la prima indagine realizzata nel nostro Paese intervistando 46 leader di imprese su 75 aderenti che hanno intrapreso per prime il cammino della sostenibilità
La presidente di Fondazione Sodalitas, Diana Bracco, ha dichiarato: "In un mercato in cui i prodotti sono sempre più indifferenziati agli occhi dei consumatori, la diversità che il pubblico riconosce alle imprese capaci di trasmettere la cultura delle loro scelte sostenibili diventa un beneficio sempre più rilevante: un’impresa sostenibile e responsabile migliora la propria reputazione e accresce la propria legittimazione nel contesto in cui opera".
 
Quattro sono gli  ambiti di attività su cui la fondazione intende concentrarsi in futuro e che considera prioritari: il mondo del lavoro, con un'attenzione particolare ai giovani, all’integrazione e alla diversità;l’inclusione e la coesione sociale, con un coinvolgimento più attivo delle imprese nella comunità; l’ambiente come protezione ambientale e la tutela delle generazioni future; il mercato, con la spinta verso l’economia etica e una maggiore trasparenza nella relazione tra fornitori e clienti.
L’ipotesi nata nel 1995 di creare un contesto organizzativo capace di attivare risorse a elevata professionalità per obiettivi sociali si è dimostrata una buona idea: Assolombarda e un piccolo gruppo di imprese, 15 anni fa, le diedero nome Sodalitas e la fecero camminare. Le energie che il progetto ha mobilitato hanno fatto da richiamo e catalizzatore facendo proseliti e generando un processo di avvicinamento per tante realtà imprenditoriali che oggi vedono nell’economia etica e nella protezione ambientale non un vincolo, ma un’opportunità.
 
Dall’osservatorio privilegiato della ricerca sono emerse alcune tendenze che vedono la  sostenibilità come nuovo paradigma: diventerà sempre di più una scelta obbligata, l’unico modo per sopravvivere sul mercato ed essere competitivi. 
La crisi economica  opererà come acceleratore, in quanto non solo non ha posto un freno alla sostenibilità ma anzi agirà come fattore di accelerazione del processo. La sostenibilità  dunque sarà un fattore competitivo che aiuterà a uscire dalla crisi per ricostruire su basi nuove un rapporto di fiducia fra imprese e società
 
Sempre la  sostenibilità sarà redditizia e produrrà valore economico soprattutto in termini di risparmio energetico e fonti rinnovabili. Per alcuni nel medio e lungo periodo, per altri addirittura nel breve. Nonostante i ritorni, tutte le imprese sono comunque concordi nel definirla una priorità etica inderogabile ben prima che una necessità finanziaria o di bilancio. Alla voce criticità appare il ritardo italiano sul quale  gli intervistati concordano. Tale ritardo è dovuto principalmente agli ostacoli culturali di una visione manageriale spesso schiacciata sui risultati a breve termine.
 
Dalla ricerca  per contro è emerso che in Italia si sta consolidando un gruppo di PMI particolarmente virtuoso, che sta ridisegnando i propri prodotti in chiave sostenibile. In futuro, queste imprese saranno sempre più orientate a costruire il loro modello di business su un naturale rapporto con il territorio e la comunità.
La sostenibilità riguarderà in modo prioritario due grandi temi: ambiente e lavoro. La responsabilità ambientale si orienterà principalmente verso risparmio energetico, fonti rinnovabili, riduzione degli sprechi, ricerca di prodotti a basso impatto ambientale, confezioni ridotte ed ecologiche. La responsabilità verso i dipendenti sarà indirizzata soprattutto a garanzia di salute e sicurezza sul posto di lavoro, sviluppo dell’occupabilità e gestione responsabile nei processi di ristrutturazione, pari opportunità , diversity management (il principio che la gestione deve tenere conto delle diversità) e investimento nella formazione per lo sviluppo professionale a tutti i livelli.
 
Centrali anche le attenzioni verso il mercato, con riferimento in particolare alla gestione sostenibile della catena di fornitura, e verso la Comunità, con cui l’impresa sarà sempre più interessata a co-progettare risposte efficaci ai bisogni sociali, abbandonando un approccio di pura filantropia sporadica o fine a se stessa.
Antonella Cicalò

Pubblicato:

Giovedì, 06 Maggio 2010

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