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VEDO NON VEDO

Categoria // Orientamenti, Architettura

Un esempio di bioarchitettura cittadina frutto di una semplice e azzeccata idea progettuale di grande effetto e a costo contenuto.

VEDO NON VEDO

Il recupero di spazi esistenti è la nuova frontiera dell’architettura sostenibile sulla quale tutti gli architetti dovrebbero misurarsi. Sono bravi tutti (o quasi) a progettare da zero. Non tutti sono bravi ad usare quello che c’è per renderlo di nuovo interessante ed efficiente.


Bisogna ammettere che lo studio di architettura Katsuhiro Miyamoto & Associates in questo rappresenta un punto di riferimento mondiale.

La sfida in questo caso era davvero difficile: recuperare a scopo abitativo un negozietto al piano terra di una casa vecchia di 27 anni nella zona a più alta densità di Osaka City, in Giappone. In quel tipo di tessuto urbano, molto simile peraltro a tantissime tipologie urbanistiche intensive anche italiane, dietro al negozio a una luce si stende uno spazio lungo e buio, il famoso retrobottega, che sbocca dopo molti metri in un cortiletto retrostante. Nulla di più difficile da rendere confortevole. 

Problemi ulteriori di statica antisismica si aggiungevano alle norme per la riqualificazione edilizia dell’intervento. Ovviamente il budget era anche ridotto.

La soluzione è semplicissima: si è scelto di realizzare una casa completamente ecologica, in bioarchitettura. Si è deciso di demolire tutti i tramezzi interni creando un solo spazio, avvolto e suddiviso da una sola idea progettuale: un graticcio ondulato di legno, un diaframma mobile di lamelle di abete che in maniera continua disegna i nuovi spazi e i nuovi locali. Nel lungo lotto dalla facciata al retro si sono creati anche degli spazi intermedi “esterni”, come dei piccoli cortili illuminati dall’alto che donano all’intero intervento la natura di spazio composito, dove non è più definito lo spazio chiuso e lo spazio aperto. L’effetto è innanzitutto di grande dilatazione degli spazi, grazie alla luce naturale che si muove indisturbata attraverso le lamelle in tutta la casa, accompagnata da una ventilazione naturale che abbatte sensibilmente la necessità si consumo energetico, garantendo un grande risparmio.


La privacy, pur essendo al piano terra in una via di grande traffico, è garantita dal graticcio su strada che nasconde il primo “cortile”, un breve diaframma piantumato antistante il primo locale abitato. Un giardino segreto molto suggestivo che non isola dall’esterno ma protegge dallo sguardo dei curiosi, e che di sera contribuisce alla illuminazione della strada facendo trasparire dal graticcio la luce interna dell’abitazione.


Il graticcio di legno costituisce inoltre un aiuto statico alla struttura dal punto di vista antisismico, poiché sorregge la copertura e si aggiunge alla struttura preesistente consolidandola senza interventi di demolizione o adeguamento di sorta.
Da un punto di vista di uso interno della abitazione, il fatto che gli ambienti siano come incartati in un tessuto ondulato, ha consentito la creazione di una infinità di spazi-intercapedine tra il graticcio e il muro perimetrale, che sono stati utilizzati per nascondere armadi, sgabuzzini e dispense.


Il tutto nella logica più rappresentativa del concetto di architettura sostenibile: una architettura che recupera l’esistente il più possibile, che utilizza materiali naturali e che crea ambienti d atmosfere finalizzati al benessere completo degli abitanti. Un concetto che avvalendosi dell’utilizzo di bioarchitettura consente alla casa di essere ecologica, sana, semplice e spesso, come questo progetto dimostra, anche molto originale.

Graziella Dolfi

Pubblicato:

Giovedì, 03 Giugno 2010

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