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STUDIARE E' SEMPLICE

Categoria // Orientamenti, Architettura

Il nuovo Campus dell' Università di Tor Vergata a Roma è un esempio lineare di architettura sostenibile dedicata allo studio.

STUDIARE E' SEMPLICE
Finalmente anche da noi il concetto di campus universitario sta prendendo piede. Il modo di studiare che troviamo all’estero un po’ dappertutto, con Università che offrono a tutti gli studenti spazi e servizi adatti allo studio, sembrava fosse una chimera in Italia, eccetto qualche sparuto esempio isolato.

 
L’Università di Tor Vergata a Roma è una realtà di grande dimensione, e ha voluto dotarsi, con un progetto della amministrazione pubblica già del 2005, di un campus innovativo anche dal punto di vista della architettura, sostenibile in tutte le scelte operate dai progettisti, compresa una attenzione rigorosa al risparmio energetico.
 
Il nuovo complesso è stato inaugurato il 20 ottobre, con 1500 alloggi per studenti e ricercatori universitari. Discostandosi dal tradizionale modello di campus, dove gli alloggi si susseguono senza soluzione di continuità lungo corridoi, il progetto per Tor Vergata ha collocato residenze, ambienti di studio, di soggiorno, di ristorazione e per il tempo libero, attorno a una corte interna pensata sia come polmone verde del complesso che svolge un importante ruolo bioclimatico, e che rappresenta anche uno spazio aggregativo come luogo d’incontro e socializzazione.
 
La struttura è così articolata in 17 unità differenziate, poste attorno a un grande parco (oltre 5 ettari) attrezzato per lo sport e la vita sociale dove, esclusi i transiti di servizio, sono inseriti solo percorsi pedonali e ciclabili. Le auto restano fuori, nei grandi parcheggi esterni.
 
Progettato dal prof. arch. Marco Tamino con la IngeniumRe, dal punto di vista formale presenta volumi essenziali e “razionali”: «La ricchezza del progetto siede nelle soluzioni spaziali, nella leggerezza, nella trasparenza e nel gioco dei colori, dei riflessi e delle penetrazioni visive e delle interazioni che annullano la consueta distinzione interno/esterno, pubblico e privato», spiegano i progettisti. «Ma soprattutto nelle soluzioni orientate al risparmio energetico: pannelli termici e fotovoltaici coprono il 70% del fabbisogno per la produzione d'acqua calda e per l’illuminazione stradale. Le emissioni di CO2 evitate sono 1150 quintali/anno. L'alto rendimento impiantistico (COP 4) offre un risparmio del 25%. L'illuminazione con lampade LED per gli esterni e fluorescenti per gli interni, apporta un risparmio del 30%. Gli schermi frangisole e le pareti con alto valore di isolamento assieme alle corti verdi interne che mitigano le temperature e forniscono umidità e ventilazione naturale, hanno un forte valore di protezione passiva».
 
Sostituendo la "chiusura" e la "discontinuità" che caratterizza l'edilizia della modernità con il suo opposto, gli edifici del campus accolgono al proprio interno la rete dei percorsi e il sistema degli spazi comuni e dei giardini, che formano il tessuto connettivo dell’intero complesso edilizio.
 
Sul piano dell’immagine il progetto propone un’architettura lontana dalle spericolate forme a volte monumentali molto care ad alcuni architetti di oggi. I volumi architettonici presentano geometrie elementari: la ricchezza del progetto risiede nelle soluzioni spaziali, nella leggerezza, nella trasparenza e nel gioco dei colori, dei riflessi e delle penetrazioni visive e delle interazioni che annullano la consueta distinzione interno/esterno, pubblico e privato.
A dimostrazione che l’efficacia e la linearità dell’architettura sostenibile sono in grado di fronteggiare ogni provocazione formale con la forza della semplicità.
Graziella Dolfi

Pubblicato:

Giovedì, 28 Ottobre 2010

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