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PIETRE DI LUNA

Categoria // Orientamenti, Architettura

Tre “meteoriti” neri atterrati sulla collina di Medellin in Colombia sono un esempio di intergrazione tra architettura, ambiente e territorio.

PIETRE DI LUNA

La nuova Biblioteca de Espana a Medellin, progettata dall’architetto colombiano Giancarlo Mazzanti, è diventato uno dei segni forti in un territorio che per molto tempo è stato martoriato da una crescita casuale e incontrollabile. Medellin, una delle città più importanti in Colombia e tristemente nota alle cronache internazionali per il Cartello della droga, in realtà sta vivendo da qualche anno una trasformazione ed una crescita culturale di grande respiro sociale. 
Come sempre è accaduto nella storia, l’evoluzione storica di una popolazione è strettamente legata alla contemporanea trasformazione dell’ambiente e del territorio.

La sostenibilità dell’architettura sta infatti anche nel ruolo sociale che questa è in grado di svolgere quando va a rappresentare un segno forte sul territorio.
La biblioteca de Espana di Medellin è diventata in brevissimo tempo un simbolo riconoscibile ed un nuovo luogo di aggregazione visibile da ogni angolo della città.


Il progetto, pensato in edilizia sostenibile ad alto contenuto tecnologico, nasce dalla combinazione di due elementi fondamentali: tre giganteschi edifici-roccia di diversa altezza si sviluppano su una piattaforma che funge da piazza pubblica, connessa alla circolazione pedonale del quartiere. 
I tre volumi, meteoriti scolpite da tagli netti che richiamano le rocce naturali delle vicine montagne, ospitano rispettivamente una biblioteca, un auditorium ed un centro comunitario, tutti molto frequentati e sempre affollatissimi. Una sequenza di percorsi verticali rende il luogo adatto ad ospitare molteplici tipologie di eventi.

Elemento completamente autonomo, le facciate dei tre blocchi-meteoriti sono rivestite di lastre di ceramica nera costituita per il 30% di ossido. La ceramica ha una forte capacità di accumulo termico e di rilascio lento dello stesso: funge così sia da protettivo termico per gli interni e da garanzia di accumulo di energia termica, così da abbattere moltissimo il fabbisogno energetico dell’intero complesso.

La struttura di tutti gli edifici è in cemento armato gettato in opera, indipendente da quella della piattaforma. Quest’ultima è stata realizzata secondo un sistema tradizionale che prevede colonne di acciaio riempite di cemento e cassoni di pietra per il contenimento della collina.
Indipendente dai solai, l’involucro esterno dei tre blocchi è fissato con tiranti e puntoni metallici. In tal modo di ottiene circolazione naturale di aria e luce, nonché suggestive viste sul contesto esterno.

All’interno le aree pedagogiche presentano colori e materiali differenti che delimitano i diversi ambienti: vinile colorato per i pavimenti, vetri colorati in pasta e rivestimenti in legno. Tutto è stato concepito con i criteri portanti dell’edilizia sostenibile, che prevede innanzitutto una idea di fondo del progetto fortemente orientata al benessere sociale e alla utilità d’uso dell’edificio, oltre all’utilizzo di materiali, per la maggior parte naturali o ecocompatibili, che nella loro combinazione permettano un risultato ottimale dal punto di vista delle performance di tutta la costruzione.

Graziella Dolfi

Pubblicato:

Giovedì, 08 Aprile 2010

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