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NUOVO MONDO: NUOVO MODO

Categoria // Architettura

Con un progetto completo e rivoluzionario di edilizia sostenibile, l’Australia crea un prototipo e fa testo in tema di bioarchitettura.

NUOVO MONDO: NUOVO MODO
Nel 2004 la città di Melbourne si è trovata davanti a un dilemma: dove e come sistemare tutti gli uffici del Comune, che erano collocati in un edificio vecchio e ormai fatiscente e dove la qualità della vita dei dipendenti era ormai inaccettabilmente faticosa.

Invece di spostarli in altre sedi disponibili, il Consiglio Comunale decise di affrontare una sfida costruendo un nuovo edificio sostenibile per uffici, il Council House 2 (CH2), che raccogliesse in un solo luogo le risposte a tutte le esigenze dell'amministrazione pubblica, ma che al tempo stesso rappresentasse un esperimento pioniere di architettura totalmente BIO, nel segno di uno sviluppo concretamente orientato al rispetto dell’ambiente.

Il CH2 non è stato infatti progettato solo per risparmiare acqua ed energia, ma soprattutto è stato pensato per incrementare il benessere degli occupanti garantendo la qualità dell’ambiente interno dell’edificio. Il CH2 rappresenta un nuovo approccio al progetto dei posti di lavoro, e vuole essere un modello da cui attingere idee e da sviluppare perché questo venga proposto e diffuso in tutto il mondo. A oggi è stato insignito di moltissimi premi, sia australiani che mondiali, ed è un prototipo che è allo studio per essere riproposto già in altre città del nuovo mondo.

Il metodo che applica è totale: tutto l’edificio è pensato per essere un sistema completamente sostenibile e a impatto energetico prossimo allo zero.
Sul tetto sono montate delle turbine eoliche molto evidenti che oltre a essere un motore di energia molto efficace, sono state proposte come motivo decorativo e caratterizzante l’edificio. Sempre sul tetto, che in bioarchitettura è un elemento determinante del sistema-edificio, sono state applicate cellule fotovoltaiche per la produzione di energia elettrica e pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria centralizzata.

In facciata, dei condotti verticali convogliano in tutti i piani aria fresca dall’esterno, che all’interno trova locali con soffitti particolarmente alti e ondulati, così che l’aria esausta e scaldata si accumuli verso l’alto della stanza, e venga raffrescata in estate da soffitti radianti freschi. Altri sistemi di raffrescamento ad acqua sono stati pensati per i piani sottostanti dell’edificio, ma tutto a vista, con condotti e dispensatori d’acqua a pioggia che fanno parte della scenografia del complesso.

Durante la notte si aprono delle finestrature nella parte alta dei vari piani, in modo che il ricambio d’aria sia garantito, come anche il raffrescamento passivo dell’aria interna. Le soluzioni per il raffrescamento estivo sono in un edificio sempre le più complesse, e sono quelle infatti che hanno richiesto lo studio più creativo delle soluzioni. In inverno è tutto più semplice, perché la buona coibentazione esterna e i sistemi di produzione autonoma di energia rendono di fatto l’edificio già automaticamente indipendente e confortevole da un punto di vista termico.

Su tutta la facciata nord e parte del soffitto infatti, una spessa coltre di giardino pensile garantisce una coibentazione costante della parte più esposta dell’edificio e un'ossigenazione dell’aria circostante, oltre a contribuire considerevolmente al benessere e all’abbattimento dello stress degli occupanti. Parasole orizzontali e balconi garantiscono una schermatura del sole che eviti il surriscaldamento delle finestre e offrono degli spazi all’aperto a disposizione delle pause e dei momenti di relax durante la giornata.

Perché un luogo di lavoro deve essere pensato soprattutto in funzione dei momenti di riposo, anzi, deve essere un luogo dove il ritmo anche stretto dei compiti della giornata, trovi luogo in un ambiente che lo stemperi e lo renda costantemente accettabile.
La vera rivoluzione di questo progetto è proprio qui, oltre a tutti gli accorgimenti tecnici di cui noi abbiamo solo fatto cenno in parte, e che vi invitiamo ad approfondire nel bellissimo sito dedicato della città di Melbourne (tutto da copiare, soprattutto per le nostre amministrazioni pubbliche). 
La vera rivoluzione è nel pensare a un luogo di lavoro dove il lavoro non si senta, e non lo si viva come tale, e dove il “luogo” stesso sia la soluzione delle maggiori difficoltà di concentrazione e di efficienza.

Per approfondimenti: 
http://www.melbourne.vic.gov.au/Environment/CH2/aboutch2/Pages/AboutCH2.aspx
Gemma Sinibaldi

Pubblicato:

Giovedì, 10 Dicembre 2009

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