Utilizziamo i cookie per migliorare la vostra esperienza di navigazione.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Questo sito usa cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Qui sotto trovi l’informativa completa e le indicazioni per disattivare o rimuovere i cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

Cookie

I cookie sono stringhe di testo che raccolgono e memorizzano informazioni sulla navigazione per essere poi ritrasmessi alla successiva visita da parte dell’utente.

I cookie si distinguono in tecnici e di profilazione, e in cookie di prime parti e di terze parti, a seconda del soggetto che li installa.

Cookie tecnici

I cookie tecnici servono per “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente di erogare tale servizio” (cfr art. 122 comma 1 del Codice della privacy) e possono essere di navigazione, analitici e di funzionalità.

Per questa tipologia di cookie NON è richiesto il consenso dell’interessato.

Cookie di profilazione

I cookie di profilazione sono utilizzati per la trasmissione di messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente nell’ambito della navigazione in rete.

Per questa tipologia di cookie è richiesto il consenso dell’interessato.

Cookie di terze parti

I cookie di terze parti sono quelli istallati per conto del gestore del sito da siti differenti.

Per questa tipologia di cookie è richiesto il consenso dell’interessato.

I cookie installati da questo sito.

Il sito ha al proprio interno i seguenti cookie:

Per disattivare, rimuovere o bloccare i cookie è possibile ricorrere alle impostazioni del browser, secondo le loro indicazioni:

Microsoft Windows Explorer

Google Chrome

Mozilla Firefox

Safari

Opera

LA CORTE A SORPRESA

Categoria // Socialhousing, Architettura

Un progetto di social housing a Parigi fa della nuova frontiera dell’abitare un luogo nuovo e antico allo stesso tempo.

LA CORTE A SORPRESA

A questo termine dobbiamo cominciare ad abituarci: social housing. Significa edilizia sociale, dedicata alla popolazione con fasce di reddito ridotte: d’ora in poi le nuove normative di gestione del territorio di alcune città pilota (in Italia peer esempio Milano) impongono che siano almeno il 35% delle case della città.


A breve tutti i comuni italiani si adegueranno come sta già accadendo molti Paesi europei, e il social housing diventerà la forma progettuale più diffusa.
 
Niente a che vedere con le case popolari dell’ultimo secolo. Il binomio obbligatorio di questo tipo di residenze è: alta qualità per basso costo. Basso costo di costruzione e soprattutto di manutenzione, quindi basso costo di acquisto (sotto i 1800 €/mq) e massimo risparmio energetico. Alta qualità di prestazioni energetiche e alta qualità della vita degli abitanti.
 
Tutto questo è ottenibile in maniera agevole con il ricorso alla bio architettura, che utilizza criteri costruttivi semplici ma efficaci, con materiali naturali e reperibili facilmente sul posto e con soluzioni impiantistiche che consentono alte performances energetiche e alto comfort interno nelle abitazioni.
 
Esempi in giro per l’Europa ne stanno nascendo moltissimi, soprattutto oltralpe.
A Parigi per esempio, questo edificio di 34 unità abitative è stato progettato dagli architetti francesi dell’Atelier Du Pont e costruito in un quartiere periferico dove già erano presenti servizi fondamentali per la popolazione residente come una palestra e una scuola.
Nelle vicinanze vi sono alloggi a basso costo degli anni '50, che saranno demoliti, come è nella logica del social housing: demolire case di bassa qualità, dove possibile, e ricostruirle migliori.
 
Poco lontano, un edificio di due piani con al centro un cortile nello stile delle antiche fattorie locali, ha ispirato i progettisti nella definizione dell’assetto da dare a questo nuovo intervento.
L’edificio si affaccia infatti su un parco di platani di oltre 700 anni, uno splendido spazio verde protetto la cui disposizione perpendicolare alla strada ha svolto un ruolo chiave nella decisione dell’Atelier Du Pont di scegliere un layout che idealmente lo abbracciasse con una forma a U.
 
Il tetto a doppia falda riecheggia lo stile imposto dalla architettura suburbana tipica del posto, ma gli appartamenti del tetto non soffrono di una riduzione di superficie rispetto a quelli sottostanti.
I diversi rivestimenti esterni, in ceramica bianca verso la strada e in legno verso il cortile, vogliono sottolineare la doppia natura della casa che si apre sia verso l’esterno che verso l’interno.
 
Il desiderio dei progettisti di abbandonare le grandi dimensioni si riflette nella decisione di sviluppare l’edificio attorno a quattro scale, ognuna delle quali serve solo due appartamenti per piano: come a voler ricreare una dimensione più familiare e rurale del modo di abitare.
 
Tutti gli appartamenti hanno doppio affaccio sia sulla corte che su strada, anche quelli di solo due locali e inoltre tutti i bagni hanno almeno una finestra che li illumina di luce naturale.
 
Molto interessante è la soluzione degli ingressi:  sono tutti progettati per essere facilmente convertiti in piccoli uffici, tenendo così conto dei mutati stili di vita e della dimensione mutabile delle famiglie di oggi. Ogni appartamento ha poi ampi spazi esterni (balcone o terrazza sul tetto), posizionati in facciata a scacchiera per impedire la sovrapposizione delle ombre, in modo che volendo, i pasti possano sempre essere presi a cielo aperto.
I salotti sono molto ampi e luminosi, con ampie vetrate scorrevoli che forniscono un soleggiamento naturale durante tutto il corso della giornata.
 
Da un punto di vista tecnico-energetico, la scelta di dare all’edificio una forma semplice e compatta ha permesso di ottenere una dispersione energetica ridotta al minimo e di valorizzare al massimo la qualità  dei materiali utilizzati. L’ isolamento esterno e un utilizzo generoso della luce naturale consentono infatti all'edificio di ottenere un risparmio energetico molto elevato, e di raggiungere così molto facilmente la classificazione ambientale massima, che era l'obiettivo dei progettisti.
 
Per approfondimenti:
Gemma Sinibaldi

Pubblicato:

Mercoledì, 15 Dicembre 2010

Condividi:

blog comments powered by Disqus