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FRECCIAVERDE

Categoria // Architettura

Anche la mobilità cittadina deve essere sostenibile. A Bologna ne stanno progettando un esempio evoluto, pensato nel rispetto dell’ambiente, del territorio e del risparmio energetico.
 

FRECCIAVERDE
Il People Mover progettato per la città di Bologna dalla Iosa Ghini Associati e da STS Spa, Serivizi Tecnologie Sistemi, è un sistema di trasporto di tipo innovativo dal punto di vista tecnologico, nella regolazione della circolazione nonché nelle caratteristiche architettoniche. 
Il tema delle fermate e del ponte per lo scavalco del sistema autostrada-tangenziale è stato pensato, studiando una tipologia di architettura che tenesse conto della necessità di collegare un’infrastruttura a un tessuto urbano destinato a ospitare importanti interventi di riqualificazione, ma che in parte è inglobato nelle periferiche campagne bolognesi circostanti. 

Il progetto di mobilità sostenibile si sviluppa con l’idea di integrazione con il paesaggio delle campagne bolognesi interpretando in chiave moderna le forme e gli archetipi dell’edilizia rurale di pianura. Gli elementi architettonici che costituiscono la passerella, il ponte e le fermate, sono stati studiati considerando i fattori dell’ambiente e del territorio che caratterizzano il contesto bolognese
La città di Bologna negli ultimi anni si è allargata come tessuto urbano fino alle campagne e ai paesi vicini, dove i casolari sono diventati punti di legame tra il moderno e il passato, per questo le stazioni del People Mover, veicolo moderno, divengono parti di unione tra il percorso che collega la Stazione FS al capolinea Aeroporto e il paesaggio urbano.

L’architettura dell’intero progetto tiene conto e conferisce priorità all’esigenza di efficienza energetica, di riduzione dell’impatto ambientale, del comfort e della qualità della fruizione per gli utenti.
Il linguaggio architettonico rispecchia la volontà di realizzare un progetto che dialoghi con l’aspetto tecnologico delle nuove risorse energetiche con l’attenzione rivolta alle problematiche riguardanti la qualità dell’ambiente e il risparmio energetico.

Queste tematiche coinvolgono la scelta dei materiali e delle soluzioni tecnologiche.

Il materiale di rivestimento utilizzato per le stazioni, la lamiera stirata in acciaio, permette di far filtrare la luce e rende più luminosi gli ambienti, consentendo un risparmio d’illuminazione, e allo stesso tempo, grazie alla possibilità di naturale ancoraggio della vegetazione nelle microforature del rivestimento, permette la realizzazione di pareti verdi nelle chiusure verticali delle stazioni, al fine di ottenere un forte isolamento naturale, una protezione dagli agenti ambientali e il filtraggio dalle sostanze inquinanti presenti nell’aria.

Le piante e la vegetazione così integrate creano i presupposti per il benessere umano all’interno delle stazioni: infatti le superfici non si surriscaldano e migliorano il microclima rinfrescando l’ambiente interno durante il periodo estivo e conservando il calore in inverno. L’azione di raffrescamento dipende dall’effetto ombra dato dalle foglie che mitigano il surriscaldamento della parete e dei relativi spazi retrostanti. 

Lungo le facciate esposte al sole, sud-est e sud-ovest, la scelta del tipo di pianta sarà orientata verso vegetazioni a fogliame caduco, che in estate producono ombreggiamento, e in inverno garantiscono l’esposizione ai raggi solari. Sulle facciate esposte a nord, saranno utilizzate piante sempreverdi creando, in inverno, una naturale barriera frangivento, che contribuirà alla conservazione del calore.

L’orientamento delle strutture e del percorso è una delle linee guida dell’idea progettuale grazie al quale sono posti i pannelli fotovoltaici, sia sulla balaustra della passerella sia sulle falde inclinate della fermata Lazzaretto; nel primo caso il disegno nasce per migliorare la resa dei moduli, nel secondo la copertura della stazione è sfalsata per permettere l’inserimento dei pannelli a sud ovest.

La superficie della lamiera stirata in acciaio si collega alla struttura, permettendo l’alloggiamento dei sistemi fotovoltaici non disturbando l’architettura del paesaggio circostante, ma mantenendo la loro funzione di generatori di energia. Dal punto di vista energetico questi pannelli, per il loro posizionamento, garantiscono i requisiti di performance energetica, ma non compromettono il sistema strutturale dell’involucro delle stazioni e del percorso, e dell’intero sistema di mobilità che risulta in questo modo essere altamente sostenibile.

L’attenzione nei confronti dell’ambiente, del territorio e dell’uso razionale delle risorse al fine di ottenere un sensibile risparmio energetico, ha portato a progettare tutti gli elementi architettonici avendo come linee guida l’orientamento, l’inclinazione degli stessi, ma anche la loro costante vivibilità in termini di funzionalità e benessere. 

Per approfondimenti:
www.iosaghini.it
Graziella Dolfi

Pubblicato:

Giovedì, 29 Ottobre 2009

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