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FARE CANESTRO

Categoria // Orientamenti, Architettura

Il padiglione della Spagna a Shanghai è un piccolo capolavoro di architettura sostenibile. Materiali naturali e alte tecnologie si sposano in una soluzione di grande effetto.

FARE CANESTRO

Nella Expo più sostenibile della storia fino a oggi, la sfida della Spagna era di riuscire a tracciare, con il proprio padiglione, un percorso ideale fra tradizione e futuro che trasmettesse in maniera semplice ma immediata il messaggio migliore per le generazioni a venire: voltatevi un attimo indietro, imparate quello che è stato fatto, e poi lanciatevi verso il domani.

Il progetto proposto dallo studio catalano EMBT - Enric Miralles Benedetta Tagliabue Arquitects Associats è stato indiscutibilmente quello che ha convinto di più proprio per la fusione indistinguibile tra nuove tecnologie e antichissime abilità.

La pelle dell’intero padiglione è costituita da una rete di squame tessute in vimini, secondo l'antica tradizione artigiana cinese (ma anche spagnola) dedicata alla produzione di cesti. Il tutto è appoggiato su una rete strutturale sottostante in tubolari di acciaio, mossa secondo un disegno che assomiglia più a un frattale che a una struttura portante. C’è anche un altro elemento nuovo nella facciata: i pannelli sono stati creati e montati per formare una serie di caratteri cinesi a mo’ di mosaico, con riferimenti a elementi naturali quail as ri (sole) o yue(luna).

E’ stato possibile creare questi caratteri grazie al naturale brunirsi del vimini quando viene bollito. I caratteri cinesi composti sulla facciata sono simbolo dell’armonia tra Cina e Spagna, oltre che riferimento allo scambio tra cultura orientale e occidentale che intercorre tra i due Paesi. Più di tutto, i simboli – sole e luna – sono chiari riferimenti alla natura, due concetti fondamentali nella filosofia orientale, che esprimono come il mondo si fondi sempre su una dualità, anche tecnico-filosofica.

La possibilità di realizzare infatti, grazie ai calcoli di un computer, un guscio portante aereo ma fortissimo e resistente, sul quale appoggiare un leggerissimo e trasparente velo di giunchi, è l’espressione massima di come la tecnologia oggi può garantire la fusione efficace dei concetti di architettura sostenibile, di ecologia e ambiente, e di impatto ambientale.
Tutte le scelte convincono per la loro raffinatezza. La volontà di utilizzare solo materiali naturali e riciclabili, la disponibilità a studiare soluzioni che rivalutino il lavoro manuale e ne trasmettano ai posteri la tradizione millenaria, la creatività di rileggere vecchie manualità al servizio di nuovi utilizzi.

All’interno del padiglione non si esaurisce il messaggio nella sola componente formale: il fatto che la pelle dell’edificio sia velata consente la protezione dai raggi solari, ma anche la ventilazione naturale, abbattendo, durante l’estate torrida e umida di Shangai, il ricorso a impianti di condizionamento per rendere vivibile la visita. Il vimini si comporta come una perfetta membrana climatica, a dimostrare che il legno, e tutte le sue declinazioni, rimane uno dei materiali più completi per una progettazione sostenibile.

Tutto questo è sostenibilità culturale ad alto livello, che promuove incuriosendo e informa coinvolgendo, anche emotivamente, il visitatore. La sostenibilità oggi ha bisogno di essere trasmessa anche attraverso dei colpi di teatro, attraverso i quali dimostrare che un edificio e un progetto possono funzionare benissimo da un punto di vista di efficienza energetica e impatto ambientale, anche permettendosi una ricerca formale raffinata.

Graziella Dolfi

Pubblicato:

Giovedì, 17 Giugno 2010

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