BUILDING AUTOMATION

ALL'UNIVERSITÀ STO BENE

Categoria // Orientamenti, Architettura

Il nuovo Campus Luigi Einaudi dell'Università di Torino è a oggi l'edificio più all'avanguardia della città in fatto di sostenibilità.

ALL'UNIVERSITÀ STO BENE
©Michele D'Ottavio
45.000 metri quadrati di superficie coperta, 14.000 metri quadrati di verde, 70 aule per 8.000 studenti e il polo biblioteca moderna - dedicato a Norberto Bobbio - che contiene 620.000 libri.

Un insieme complesso di sette edifici avvolti da giardini che si affacciano su una grande piazza, che si presenta come un unico edificio grazie alla copertura luminosa del tetto sospeso, visibile per molti mesi durante la sua costruzione da diversi punti di vista di Torino.

L'edificio più moderno della città progettato dallo studio Foster & Partners, costruito con i criteri più innovativi di sostenibilità ambientale, risparmio energetico, design solare e strategie bioclimatiche, ha finalmente aperto le sue porte.

«Con la creazione del Campus Einaudi - ha detto il rettore dell'Università degli Studi di Torino, Sergio Roda - l'Università rende un contributo concreto al progetto "Università di Torino City", e lo fa con un lavoro destinato a diventare uno dei simboli della città per il suo profilo architettonico e la pianificazione dell'impatto sulla città. In un momento di grave crisi economica - prosegue - un investimento di questa portata, circa 135 milioni di euro, rappresenta anche un segnale forte per contrastare i pensieri negativi sul potenziale della City a riprendersi dalla situazione economica».

Il nuovo campus è stato progettato al fine di garantire agli utilizzatori comfort visivo, acustico e ambientale, con particolare attenzione al problema del risparmio energetico, evitando tecnologie invasive e quelle non in armonia con l'architettura di alto profilo del progetto.

Oltre 7.200 metri quadrati di pavimentazione esterna fotocatalitica sono stati utilizzati, grazie all'azione combinata della luce solare, per neutralizzare le molecole degli idrocarburi, polveri o sostanze inquinanti che si depositano su di essi.

Grande cura è stata posta nell'utilizzo di materiali a basso impatto ambientale, promuovendo, per esempio, prodotti in legno che soddisfano i rigorosi standard del Forest Stewardship Council: dal soffitto (a griglia) della biblioteca a base di essenza di Ajus (legno certificato: una garanzia contro la deforestazione) al pavimento degli ambienti in cui è stato selezionato legno di bambù, un'essenza a rapida ricrescita che assicura un minimo impatto ambientale.

Il tetto, oltre a essere un elemento architettonico di grande impatto visivo, si basa sui criteri di design solare: i lati sporgenti, diversificati a seconda della necessità di guadagno solare, forniscono il giusto compromesso tra sole e ombra sulle pareti.

Il livello di comfort all'interno dell'edificio è sempre molto alto come la riduzione significativa dei costi di climatizzazione in estate. Questa strategia ha permesso l'uso di finestre di grandi dimensioni (pur garantendo il contenimento del calore) e la fornitura di vaste posizioni per lavoro-studio con una vista diretta sul paesaggio circostante.

Le pareti, progettate e costruite per isolare acusticamente l'edificio fornendo un abbattimento del rumore che raggiunge valori superiori a 48 dB, anche in presenza di alto livello di rumore esterno (dovuto al traffico, per esempio), consentono che le attività educative o di consulenza si svolgano in un ambiente tranquillo e confortevole.

Dal punto di vista del contenimento del consumo per l'integrazione tra luce naturale e artificiale, il sistema edificio garantisce un risparmio energetico di circa il 20%. Si è fatto ricorso a illuminazione a basso consumo e regolabile (a seconda del tipo di impiego e utilizzo degli ambienti), a travi fredde, per il condizionamento degli ambienti, integrate con apparecchi per l'illuminazione e il controllo della temperatura e della qualità dell'aria.

Una gestione centralizzata degli impianti è stata adottata con una sala di controllo centrale e sedi distribuite a servire i due edifici principali. La fornitura di calore e di fresco dalla centrale di trigenerazione del complesso permette un risparmio di circa 15-20% rispetto alla produzione separata per ogni macchina (es. caldaie, refrigeratori, ecc), una maggiore efficienza, riduzione delle emissioni e una maggiore efficacia dei controlli.

Il complesso si sviluppa secondo il concetto di Building Automation, ossia di l'edificio intelligente con gestione integrata e computerizzata degli impianti tecnologici, apparecchiature informatiche e delle reti di comunicazione. Il vantaggio consiste nell'ottimizzare il ciclo di vita dei sistemi costitutivi, cosa fondamentale in un complesso come il Campus, con così molti usi diversi - aule, biblioteche, mense, uffici, parcheggi. Infatti consente di gestire le diverse zone in modo indipendente permettendo la regolazione del consumo in base all'uso effettivo degli immobili.

Un esempio molto concreto di dove sta andando oggi in Europa, e nei Paesi più avanzati nella ricerca sostenibile, l'architettura dei servizi, ossia la disciplina che più di ogni altra può garantire alta qualità della vita durante la giornata lavorativa.
Luigi Cremonesi

Pubblicato:

Giovedì, 04 Ottobre 2012

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