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ALLUVIONI IN VISTA

Categoria // Ricerca Scientifica, Architettura Sostenibile

In primavera e in autunno nel nostro Paese torna prepotente il problema delle grandi piogge.

alluvioni italia
Abbiamo alcuni territori in Italia come Liguria, Toscana, Calabria, molto soggetti climaticamente a questo fenomeno, che per accumulazione storica di ripetuti episodi ha prodotto in quei luoghi una situazione geologica di grande sensibilità: erosione del terreno, sradicamento della vegetazione, allargamento dei letti dei fiumi, modifica della conformazione degli argini.

Non sempre gli interventi di ripristino riescono a modificare definitivamente lo stato dei luoghi mettendoli in sicurezza, dal momento che, perché questo accada, gli investimenti dovrebbero essere molto, troppo ingenti.

Vi sono ambiti della ricerca in campo edilizio che stanno sperimentando nuove tipologie di fondamenta anfibie, in grado cioè di "sollevare" le case in presenza di rigonfiamento anomalo del terreno a causa di eccesso d'acqua.

Esempi di questo tipo sono stati proposti in Inghilterra, paese dove questo problema è molto presente: nel Buckinghamshire sono state costruite abitazioni da 225 metri quadrati su tre piani in grado di sollevarsi e sfuggire all'inondazione in caso di innalzamento delle acque. Ciò è reso possibile infatti grazie a fondamenta che combaciano con un bacino artificiale suscettibile al movimento delle acque. Il costo di realizzazione di queste case è abbastanza contenuto, circa il 20% in più rispetto a un'abitazione normale, ma l'unico inconveniente è che vengano costruite da zero. Questo sistema non è applicabile a case esistenti.

"La casa anfibia", spiega Erminio Redaelli, presidente dell'Istituto Nazionale di Bioarchitettura "è un'idea che in Italia richiederebbe parallelamente una disponibilità delle case di assicurazione di abbattere i premi per la tutela delle abitazioni, come accade in Inghilterra dove questa cultura e questa prassi sono più radicate. Oltretutto ricordiamo che da noi le alluvioni sono generalmente violente e insistono in territori collinari, dove le pendenze sono alte e il fenomeno dello scivolamento di grandi porzioni di terreno e di detriti è quello che produce i danni maggiori. Le soluzioni proposte sono adatte invece a territori dove il rigonfiamento del terreno è lento e graduale".

La soluzione strutturale migliore in casi del genere è quella di ancorare preventivamente le fondamenta delle abitazioni alla parte rocciosa del sottosuolo con un sistema di micropali, ma si tratta di una soluzione costosa che viene normalmente utilizzata per edifici di particolare importanza storica.

La cosa migliore è sempre avviare a livello territoriale politiche preventive di sostenibilità e tutela del territorio volte al ripristino della vegetazione ad alto fusto, dei letti dei fiumi e degli argini.
Una soluzione che si crede utile per l'abbattimento, almeno in parte, degli effetti nocivi delle alluvioni è quello di dotare i tetti delle case di verde pensile, grazie alla possibilità di contenere così la quantità di acqua versata sul territorio. Il tetto verde è una soluzione molto presente nella architettura sostenibile, ma è sempre necessario fare i conti con la struttura sottostante la copertura dell'edificio: una grande massa d'acqua trattenuta da un giardino pensile non progettato con la giusta pendenza (spesso sono orizzontali) rappresenta un carico ulteriore al peso fisiologico del tetto verde che va calcolato in fase di progettazione dell'edificio. Non è quindi una soluzione applicabile in qualsiasi edificio esistente e in qualsiasi area geografica, a meno di intervenire con un progetto specifico dell'edificio o con un rinforzo strutturale dello stesso che tenga conto di questa nuova funzione della copertura.


Centro Studi per la Sostenibilità Applicata - Goldmann & Partners

Pubblicato:

Mercoledì, 06 Febbraio 2013

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