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L’HOTEL C’È MA NON SI VEDE: ATRA DOFTANA PRAHOVA

Categoria // Nuova Edificazione, Terziario, Architettura Sostenibile

In Romania si opta per un architettura a misura dell’ambiente piuttosto che per eco-mostri  troppo visibili ed invadenti che, 9 volte su 10, vanno a rovinare magnifici paesaggi naturali.

L’HOTEL C’È MA NON SI VEDE: ATRA DOFTANA PRAHOVA

Pluripremiato dopo la sua realizzazione, l’Hotel Atra Doftana Prahova,  ad opera dello studio Tecon, sorge nelle vicinanze di un lago di montagna, all’interno dello splendido paesaggio naturale della Muntenia.

Si costituisce di due volumi sovrapposti dalla forma irregolare, così concepiti  per accompagnare l’orografia del sito. Questa costruzione di due piani, però,  non è visibile dalla strada perché realizzata in discesa sul fianco dell’alta riva del lago. L’unico elemento che ne  denuncia la presenza è quindi il piccolo volume delle scale d’accesso, in ferro e vetro, che indica, all’osservatore attento l’accesso all’hotel al livello -1.

Il primo volume ospita le camere e la reception, mentre il secondo contiene gli spazi living, la cucina, il ristorante e gli spazi tecnici.

Entrambi sono  articolati in modo da sfruttare al massimo la configurazione del sito e l’orientamento ottimale, e questo permette un costante dialogo con l’ambiente e la natura circostanti. Inoltre, essendo il secondo volume al di sotto del primo, permette, attraverso la soluzione del “tetto verde” di offrire un accogliente giardino a tutte le camere dell’albergo , dalle quali si può uscire a fruire della bella vista sul lago.

Chiaramente una struttura studiata attentamente per non ledere all’ambiente non poteva che presentare un  bilancio energetico ottimale.  Prima di tutto la superficie disperdente è ridotta al minimo  grazie alla conformazione contro-terra.  Sono state inoltre impiegate diverse soluzioni che sfruttano le risorse rinnovabili come il recupero delle acque o il solare termico.  Lungo tutto il lato controterra infatti, sono disposti una serie di serbatoi d'acqua che captano e immagazzinano l'acqua piovana trattenuta dal tetto verde  per poi re-immetterla nel sistema idrico sanitario, mentre,  una serie di pannelli solari disposti sulla  terrazza, e integrati al di sopra dei locali tecnici, provvedono alla fornitura di acqua calda.

Tutto l’edificio infine è rivestito  principalmente con materiali specifici del luogo, come il legno e la pietra a vista, in modo che l’integrazione visiva tenda quasi alla mimesi paesaggistica con un impatto che possiamo approssimare a zero.
Ilaria Vigorito

Pubblicato:

Venerdì, 29 Marzo 2013

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