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CROCEVIA MEDITERRANEO

Categoria // Nuova Edificazione, Terziario, Architettura Sostenibile

Il 7 giugno a Marsiglia, capitale della Cultura 2013, è stato aperto al pubblico il museo delle Culture d’Europa e del Mediterraneo

CROCEVIA MEDITERRANEO

Finalmente concluso dopo più di dieci anni di lavori, Il MuCem, è uno spazio multiculturale compreso tra terra e mare, che è stato pensato come contenitore polifunzionale destinato ad ospitare numerose inziative culturali, esposizioni, rappresentazioni e spettacoli.

Progettato da Rudy Ricciotti, che di recente ha realizzato anche il nuovo dipartimento di Arti dell'Islam al Louvre, il nuovo museo, che si estende su 44mila metri quadrati, non è un museo dalla concezione tradizionale ma un "museo-territorio" che si estende su tre siti. Dalla terrazza del J4, il molo del vecchio porto di Marsiglia su cui sorge la nuova struttura,  una passerella di 135 metri sul mare porta al forte Saint-Jean, perfettamente restaurato in chiave espositiva e ormai accessibile al pubblico.

Qui sono state trasferite nell’ultimo anno le collezioni del museo parigino delle Arti e Tradizioni popolari creato nel 1937 e sono in programma numerose mostre temporanee che ospiteranno opere appartenenti alle culture dei paesi mediterranei.

La struttura, un parallelepipedo puro di 72m per lato, attira l’attenzione con le sue facciate leggere e traforate con un motivo che riprende il movimento della luce sull’acqua. Questo “pizzo” elegante e raffinato è interamente realizzato in cemento armato, sfruttando le più recenti ricerche tecnologiche del settore. Si tratta di cemento fibroso che permette di trasformare un pannello formalmente e tecnologicamente complesso in un elemento  dall’aspetto leggero e impalpabile. Due delle 4 facciate e il tetto sono rivestiti da 384 di questi pannelli che si smaterializzano filtrando la luce e permettendo all'aria di pervadere lo spazio. Lo stesso materiale  si trova poi anche negli interni.  «Un solo materiale del colore della polvere colpito dalla luce, […]l’elogio del compatto e del fragile contemporaneamente» spiega Ricciotti riferendosi a questa pelle esterna,  chiaro riferimento formale alle decorazioni lignee delle finestre magrebine. Questo elemento architettonico  presenta una importante funzione bioclimatica proteggendo dal sole e rimandando all’interno, dominato da colori freddi come il grigio e il nero, un idea di frescura, ma anche estetica  creando un contrasto quasi accecante con la luce esterna riflessa dall’acqua e diffusa dal cielo.

 

All'interno del volume è racchiusa una piazza che dà accesso alla mostra, vero cuore del museo, e alle sale conferenze. Tuttavia tra questi spazi e le aree di servizio, che si snodano sopra e sotto, degli spazi interstiziali connessi con un camminamento perimetrale, accompagnano il visitatore dall’ingresso, situato al piano inferiore, fino alla terrazza posta in copertura, riproducendo quasi una Casbah verticale.

Da qui poi, fruendo di una vista privilegiata sul porto, si ha accesso alla passerella sospesa che conduce al quattrocentesco Fort Saint-Jean e alla parte conclusiva dell’esposizione.

“Non si è mediterranei per nascita, ma perché si sposa l’idea del viaggio. E questo luogo è pensato come un viaggio” attraverso la storia, le opere d’arte e la cultura di tutti i paesi che affacciano sul nostro stesso mare.

Ilaria Vigorito

Pubblicato:

Venerdì, 26 Luglio 2013

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