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VITA IN GALLERIA

Categoria // Ricerca Scientifica, Architettura Sostenibile

I termitai sono le più perfette architetture sostenibili esistenti: un team di scienziati inglesi ne studia da anni i criteri costruttivi per replicarli nelle nostre case.

Padiglione delle Termiti
Il dibattito sulla architettura sostenibile si svolge da sempre su moltissimi fronti scientifici. Uno dei meno conosciuti è quello dello studio di come gli insetti costruiscono i loro sistemi di abitazione. Tra questi, i termitai sono gli esempi più completi che si conoscano di ottimizzazione delle risorse, dei consumi e del benessere per gli abitanti.
 
Il dr. Rupert Soar, uno dei massimi studiosi in questo campo, ha presentato di recente a Londra i nuovi risultati del suo lavoro sulla sostenibilità degli ambienti chiusi in riferimento a come questa viene garantita nei termitai. I suoi studi  sono stati concretizzati nel 2009 anche all’International Arts Pestival, una manifestazione artistica tutta dedicata agli insetti. In quell’occasione venne aperto al pubblico il plastico a dimensione umana di una piccola porzione di un termitaio. Questo plastico sta facendo il giro di Londra, attualmente è allo zoo cittadino.
 
Ispirato al mondo namibiano delle termiti, questo cubo di legno è una struttura in legno che introduce a una visione unica e interna delle forme organiche in cui è composto un termitaio, forme che assomigliano allo sviluppo di frattali o di funzioni matematiche complesse, e che hanno una loro logica riferita soprattutto alla dinamica dei fluidi, in questo caso l’aria.
Il progetto TERMES (Termite Emulation of Regulatory Mound Environments by Simulation) sostiene che noi possiamo imparare moltissimo da come questi insetti costruiscono le loro case. Potrebbe sembrare incredibile, ma la ricerca del dr. Soar porta a dimostrare come il modo di costruire di questi insetti abbia molto a che vedere con l’edilizia del prossimo futuro. Le termiti sono famose infatti per la loro capacità di regolare e controllare le condizioni ambientali interne, e utilizzano risorse energetiche rinnovabili per fornire energia sufficiente alle loro esigenze non solo di sopravvivenza ma anche di benessere.
 
All’interno dei termitai l’aria è utilizzata come elemento chiave per la trasmissione del benessere attraverso la sua circolazione regolata secondo criteri scientifici. Le forme organiche dell’interno non sono altro che gallerie del vento che a seconda della verticalità od orizzontalità in cui sono posizionate, consentono all’aria di prendere velocità in alcuni punti e di rallentare in altri, garantendo così le condizioni ottimali di temperatura, di ventilazione e di umidità necessarie alle termiti.
 
Oltre agli studi sulla capacità di regolazione termica all’interno dei termitai, va ricordato che le termiti si nutrono di materiali naturali inerti, in sostanza di scarti vegetali, foglie secche, piante decedute, sterco. Riciclano tutto il materiale di scarto con cui riescono a venire a contatto, ridandogli una nuova funzione: di fatto attuano in natura un processo che oggi è considerato dall’uomo un tema chiave per la soluzione dei problemi ambientali. La gestione dei rifiuti e soprattutto il recupero di energia dai materiali di scarto, è una delle aree di ricerca più articolate che vi siano oggi dal punto di vista scientifico.
 
Veramente possiamo prendere esempio dagli insetti? Sì. Con le nuove tecnologie e i nuovi processi di progettazione in realtà ora abbiamo l’opportunità di studiare, rivelare e simulare gli spazi interni dei termitai, ricavarne dei modelli o delle logiche ripetibili di circolazione dell’aria per il raffrescamento passivo o per il riscaldamento invernale per esempio, per mantenere il livello costante e ottimale di umidità o gestire i rifiuti, per utilizzare materiali naturali e riciclarli all’infinito, e riapplicare queste conoscenze all’interno delle nostre case che sono le più grandi fonti di inquinamento del pianeta. 
 
Per approfondimenti:
Il padiglione delle Termiti è frutto della collaborazione tra Softroom Architects, Freeform Engineering, Atelier One, Chris Watson, Haberdasherylondon, KLH e l’International Arts Pestival.
Luigi Brandi

Pubblicato:

Giovedì, 03 Febbraio 2011

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